Pubblicato da: perlacqua | 30 settembre 2011

Firma l’Appello per l’acqua

FIRMA ANCHE TU IL NUOVO APPELLO PER L’ACQUA PUBBLICA!

IN FRIULI VENEZIA GIULIA DI NUOVO
IN PERICOLO L’ACQUA PUBBLICA

La Giunta regionale, con una nuova legge ,vorrebbe cancellare la volontà popolare espressa nei referendum di giugno

Firma anche tu l’appello del Comitato “2 Sì per l’Acqua bene Comune” del Friuli Venezia Giulia contro questa proposta di legge che, se approvata, sosterrebbe la privatizzazione del servizio idrico; chiediamo, invece, una gestione totalmente pubblica, partecipata, con un ruolo centrale dei Comuni e tariffe che garantiscano il minimo vitale per tutti e colpiscano gli sprechi.

Clicca qui per firmare l’appello!

Scarica il testo completo dell’appello per l’acqua

Scarica il file per raccogliere le firme (formato Word, dimensione A3)

eppure 4 mesi sono passati dai referendum di giugno, ma sembrano secoli: allora 27 milioni di cittadine/i avevano scelto per la tutela dei beni comuni, verso una società equa e rispettosa delle generazioni future.

I governi europei, ora, utilizzano la grave crisi economica per imporre ai loro cittadini tagli e svendita dei beni comuni, dei servizi e spese per grandi e inutili opere pubbliche.

In Italia, con la manovra di agosto si reintroduce la privatizzazione dei servizi pubblici locali (anche se viene per ora esclusa l’acqua) mettendo a rischio trasporti e gestione dei rifiuti, ad esempio.

La nostra Regione non si tira indietro e, in una riforma del Servizio Idrico Integrato, che sta per approvare, intende riproporre la possibilità di privatizzare la gestione dell’acqua, per di più affidando compiti di comando alle Province (ma non dovevano abolirle?).

Il Comitato “2 Sì per l’Acqua bene Comune” del Friuli Venezia Giulia reagisce a questo tentativo di rovesciare l’esito dei  referendum e propone ai cittadini di aderire ad un appello “Per una gestione dell’acqua pubblica, partecipata e sostenibile”.
L’appello afferma i seguenti principi:

  • l’acqua è un bene comune che va preservato, con l’adeguata programmazione di tutti i suoi usi, per le future generazioni
  • deve essere privilegiata la gestione pubblica fuori dalle regole della concorrenza
  • deve essere fatto un un bilancio delle risorse e delle necessità per ogni bacino idrografico
  • i Comuni devono poter scegliere la modalità di gestione del servizio idrico integrato
  • deve essere assicurata la partecipazione dei cittadini alle decisioni più importanti
  • l’acqua è un diritto umano fondamentale tutelato attraverso l’erogazione gratuita di un quantitativo minimo vitale e tariffe progressive per ridurre gli sprechi.

Clicca qui per firmare l’appello!

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Responses

  1. Sarebbe meglio aggiornare il titolo, mando in giro l’appello e chi non ha tempo o voglia di leggere tutto mi risponde: abbiamo già firmato e votato, che c’è ancora???

  2. l’acqua ce l’ha data la terra!!!

  3. nel comune di udine, ultimi dati amga:
    consumo domestico procapite: oltre 190 litri.
    raccolta acqua: 8,4M mc
    acqua persa durante la raccolta: 3,7M mc.

    mia considerazione: la gestione pubblica ha decisamente fallito.

  4. Modestamente vorrei suggerire di pensare che un certo quantitativo di acqua viene disperso nell’aria – sotto forma di vapore o gas – da parte dell’utente finale, poi una percentuale si perde nelle tubature – in quanto i giunti sono i punti deboli – e poi chi ci dice che non ci sia qualcuno che intercetta l’acqua pubblica abusivamente, questa abitudine si perde nella notte dei tempi. Che cosa dovrebbe garantire un servizio privato? Costi più contenuti? La gratuità di un quantitativo minimo vitale? Ricordo che tutti abbiamo il diritto di vivere in un pianeta a basso livello di contaminazione, ma perché dovremmo pagare per decontaminare ciò che speculatori senza scrupoli inquinano impunemente? In regione ci sono alcuni esempi eclatanti, basti pensare alla zona Aussa Corno…distinti saluti e buona acqua a tutti!

  5. Ciao Giovanna, io sono abituato a discutere solo su dati, sarebbe meglio riportarli per continuare una discussione sensata. (ad esempio: il quantitativo di acqua dispersa come vapore acqueo mi sembra un esempio ridicolo, ma se mi porti dei dati posso ricredermi).
    Ricordo i dati: ogni utente nel comune di Udine consuma CENTONOVANTA litri di acqua al GIORNO. Chi ama l’acqua dovrebbe inorridire davanti ad un dato del genere.

  6. A Mark: concordo con il criterio di discutere su dati, tuttavia non sempre la gente prende decisioni su numeri, comunque discutibili dal punto di vista dell’ottenimento. In fatti abbiamo numerosi esempi di atti di fede, non serve portare esempi! La discussione a mio avviso è sensata quando consideriamo le dispersioni di fluido che comunque possono avvenire anche in un sistema di gestione privato, se consideriamo ogni piccola dispersione domestica e la moltiplichiamo per grandi numeri possiamo ritenere il problema tutt’altro che marginale. Avrebbe più senso il tuo commento se motivassi il perché dovremmo preferire la gestione privata, se è questa che sostieni con tanta verve!!! E poi che c’entra il dato sul consumo di H2O nel comune di Udine con la gestione pubblica? Penso che quando un utente paga è libero di consumare come gli pare, altrimenti sarebbe come criticare uno che brucia più combustibile perché preferisce guidare una Ferrari.

  7. Quello che dici è corretto, se non fosse per il fatto che l’attuale consumo (o spreco, dal mio punto di vista: CENTONOVANTA LITRI a PERSONA al GIORNO!!!) è anche dato dal fatto che l’attuale gestione garantisce un prezzo troppo basso (confrontalo con gli altri paese europei!)! Non ho niente da dire a chi va in ferrari, il problema è se TUTTI vanno in ferrari!!! E il prezzo troppo basso non permette investimenti per ammodernare gli impianti con conseguenti sprechi continui (1/3 dell’acqua raccolta è PERSA!!!).
    In fondo non ho mai detto di preferire la gestione privata, l’unica cosa di cui sono certo (e discutendone con diverse persone, nessuno è riuscito a darmi delle motivazioni per poter cambiare idea, se tu Giovanna fossi la prima, te ne sarei anche grato 😉 ) è che la gestione pubblica non funziona affatto bene.

    • Ciao Mark! Non avevo capito che sostenessi la gestione pubblica. Sono perfettamente d’accordo con te nel ritenere che dobbiamo garantire un migliore servizio pubblico della distribuzione dell’acqua ad uso domestico e che la gestione deve rimanere controllata da una maggioranza pubblica poiché il privato, anche se più facoltoso in termini di potere d’investimento, indubbiamente perseguirebbe innanzi tutto la soddisfazione del proprio profitto! L’acqua, in quanto bene vitale, dovrebbe essere garantito equamente, anche a coloro che non possono permettersi un canone alto per sostenere investimenti migliorativi. Credo che l’idea di premiare sistemi privati (indipendenti) di gestione sostenibile dell’acqua come il Protocollo VEA sia un buon inizio. Conosco realtà estere molto bene, avendo vissuto per circa 10 anni in Catalogna, le bollette sono molto più trasparenti. Credo che sia un’aberrazione ambientale usare l’acqua potabile per irrigare e poi fertilizzarla con additivi chimici! Perché non usare acque grigie?
      Auguri!


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